Una chitarra non è quasi mai solo legno e corde, è lo specchio del tuo carattere.
Le chitarre smettono di essere semplici modelli e diventano voci: elettriche, acustiche, archtop, solid body, strumenti vissuti e strumenti pronti a farsi utilizzare.
Thinline Enrico La Salvia
Gennaio 6, 2026
Fu proprio il caro Gianluca anni fa a introdurre la tragedia greca nel mio modo di ‘ascoltare’ le esperienze e di giudicare le situazioni, per una serie di motivi che qui non interessano. La tragedia intesa come equilibrio tra Apollo e Dioniso, come cifra di comprensione delle situazioni, gioiose o dolorose che siano, e come
Martin 00-17Se Whiskey Sunset
Gennaio 6, 2026
Sedotta e abbandonata E come ultima della triade, tra i testimoni del tempo, arriva lei. Più recente, sì. Ma già consumata più delle altre.La Martin 00-17SE Whiskey Sunset. Questa chitarra è stata maltrattata. Suonata con veemenza, senza riguardi.C’è quella raspatura evidente sul top — non ho mai capito se sia il segno di un pickguard tolto male o semplicemente il risultato di
Vincente Tatay 1940’s
Gennaio 6, 2026
Restando sul filo dei custodi di chitarre, c’è una storia che per me ha un peso speciale.Quella della Vicente Tatay degli anni ’40. L’ho acquistata online, ad occhi chiusi. Un atto di fiducia totale, quasi irresponsabile. Ma quando una chitarra ha quasi un secolo di vita, non la scegli: la riconosci. E lei, evidentemente, aveva forse ancora qualcosa da dire. Il
Harmony Stella 1960’s
Gennaio 6, 2026
La Harmony Stella del 1960 è arrivata nella mia vita per due spicci, da Scolopendra, ma prima ancora è arrivata attraverso un viaggio. Scolopendra è uno di quei posti mitici che non hanno bisogno di raccontarsi.Chitarre pazzesche, appoggiate lì con la più assoluta nonchalance, come se fosse normale imbattersi ogni giorno in strumenti che altrove starebbero sotto vetro. Nessuna enfasi, nessuna messa
Martin 000-16 Streetmaster
Gennaio 5, 2026
La Martin 000-16 StreetMaster è arrivata quando ero pronto a smettere di cercare scuse.È la chitarra della maturità acustica. Non perché sia definitiva, ma perché non mente. All’inizio ne ho avuto paura. Come si ha paura di tutte le cose troppo vere.Suonava troppo, dicevo. Troppo presente. Troppo larga. Troppo ariosa. Non riuscivo nemmeno a cantarci sopra. Poi ho imparato a domarla,
Epiphone Casino USA Sunburst
Gennaio 5, 2026
Il Brit svelato E poi c’è lei. La Epiphone Casino USA Sunburst. La chitarra sogno. L’unico sogno che, fino a poco tempo fa, non era ancora stato realizzato. Quel suono lì. Quello che riconosci prima ancora di sapere spiegare perché.John Lennon, Keith Richards, Noel Gallagher, ma anche i Radiohead.Quel mondo brit, sempre amato, sempre riferimento. Sempre casa, anche quando casa non lo era affatto.
Eastman T49D/TV – Classic
Gennaio 5, 2026
E qui arriviamo a Eastman. E ci arriviamo con una scelta precisa, quasi simbolica. La Eastman T49 è l’unica chitarra Eastman che presenterò. Non perché le altre non meritino, ma proprio per il contrario: per rappresentarle tutte. Io adoro Eastman per un motivo molto semplice e molto concreto: ti dà la possibilità di suonare strumenti che oggi sono fuori produzione o fuori
Fender Highway One Telecaster Sunburst
Gennaio 5, 2026
Una Tele vera. E già questo basterebbe. Questa però ha una storia in più, perché apparteneva a Sandro.Un musicista romano rodato, unico interprete possibile di una band tributo ai Frank Zappa & The Mothers of Invention. E quando dico unico non è un’iperbole: Sandro è Zappa. Fisicamente, mentalmente, musicalmente. Un talento enorme, laterale, libero. Uno di quelli che non seguono strade, le
Fender Stratocaster Highway One Sonic Blue
Gennaio 5, 2026
La Stratocaster è probabilmente la chitarra più maledettamente sbagliata per un principiante.E non lo dico per snobismo. Lo dico per esperienza. È uno strumento che non ti aiuta. Non comprime, non arrotonda, non nasconde.Ti restituisce esattamente quello che sei — e se sei all’inizio, spesso non è un bello spettacolo. È una chitarra per iniziati, non per chi
Fender Gemini III
Gennaio 5, 2026
“The mothership” La Fender Gemini, per me, non è mai stata una chitarra.È sempre stata “The Mothership”. La mia prima chitarra.Quella dei sogni veri: acustica, nera lucida, enorme. Quando la vidi pensai che non potesse esistere nulla di più serio, più definitivo. Questo progetto nasce pensando a lei, non per modo di dire. Ricordo tutto:i primi barré faticosi, quel manico sottile, il raggio comodo che sembrava