Una 335 per domarli tutti
Ma la verità è che, nel mio caso, la storia non è tanto nella chitarra quanto nel viaggio. Un viaggio lungo, a tratti faticoso, quasi un travaglio vero e proprio. Perché la 335 è un po’ come l’araba fenice: tutti ne parlano, tutti la cercano, pochi l’hanno trovata davvero.
Sulla carta potrebbe essere la chitarra perfetta. Anzi, potrebbe essere l’unica chitarra di cui un uomo abbia mai avuto bisogno. Blues, rock, jazz, suoni dettagliati, dinamica, corpo, aria, definizione. Tutto. Ed è proprio questo il problema. Quando uno strumento promette tutto, trovare quello giusto diventa difficilissimo.
Perché una 335, per suonare davvero bene, deve avere caratteristiche molto particolari. Deve rispondere al tocco, deve stare insieme quando la spingi, ma anche restare raffinata quando abbassi il volume. Deve reggere il pulito senza sembrare vuota e il drive senza impastarsi. Deve essere maneggevole (non ho detto leggera, impossibile). E quando inizi a cercare queste cose sul serio, ti accorgi che il prezzo sale… fino a cifre da automobile. Sempre ammesso che a quelle cifre trovi quella giusta o solo un gioiello senz’anima.
Eppure continui a cercarla. Perché l’idea che esista davvero una 335 capace di fare tutto, senza compromessi, è troppo potente per lasciarla andare. Non è ossessione, è speranza. Ed è forse questo il bello: non tanto possederla, ma sapere che da qualche parte, prima o poi, quella chitarra ti sta aspettando.
E poi c’è la domanda che nessuno fa mai ad alta voce: cosa succede se la trovi davvero? Panico. Perché dopo la 335 perfetta che fai, chiudi bottega? Fine della ricerca, fine delle notti passate a confrontare seriali, anni, manici, pickup? Domande inquietanti, quasi esistenziali. Il rischio non è non trovarla, è trovarla sul serio.
Allora forse la soluzione è un’altra, molto più sana: trovare una 335 che fa al caso tuo come questa meravigliosa Eastman T59, che si avvicina in tutto e per tutto ai parametri che in questo momento della vita mi sono prefissato. Una chitarra che parla ora il mio linguaggio, non quella ideale di un te stesso futuro e ipotetico. Excalibur può aspettare. Cercarla fa parte del mito, ma vivere e suonare bene oggi è molto più rock’n’roll.
In fondo la 335 non è il punto di arrivo, è un compagno di strada. E come tutti i compagni veri, non deve essere perfetto: deve essere giusto.








