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Basses Electrics

Fender “Jazz” Bass

Il Fender Jazz Bass messicano è entrato nella mia vita trovandolo in campagna, che già di per sé è un buon inizio per qualsiasi storia di strumenti.
Non un annuncio patinato, non un negozio. Una trattativa strana, laterale, un po’ storta. Come piacciono a me.

Il ragazzo che me lo vendette aveva appena litigato con la fidanzata. Insieme avevano una cover band dei Nirvana.
Lui, nel pieno di una crisi sentimentale degna di qualche ballata degli Alice in chains, stava vendendo tutto il rig a sua insaputa.
Basso, roba varia, probabilmente anche qualche certezza personale. Stava svendendo anche dei pedali ma non ne ho approfittato troppo (solo uno che forse pubblicherò).

Io ascoltavo, guardavo il Jazz Bass, e dentro di me pensavo una cosa sola — mai detta ad alta voce, per decenza:
forse il vero problema era che lei suonava i Nirvana con un Jazz Bass.

Lo so. Non è elegante. Ma certe cose vanno dette. Il basso, comunque, era perfetto. Messicano, onesto, vissuto il giusto. Nessuna posa. Nessuna pretesa. Il classico strumento che non ti chiede chi sei: ti segue.

Io non sono un bassista. Non lo sono mai stato. Ma quel Jazz Bass lo uso per studiare, per entrare nel ruolo, per capire cosa succede sotto le chitarre. In particolare, lo uso per esercitarmi sulle linee di Gianni Maroccolo nei Litfiba di 17 Re e Desaparecido.
Linee che non cercano il protagonismo, ma reggono tutto il peso emotivo del brano. Apparentemente semplici. In realtà, chirurgiche.

E poi c’è una cosa importante: non ho mai comprato un ampli per basso.

Mai. Forse perché non serve davvero. Forse perché il basso, per me, è una questione mentale prima che sonora.
O forse perché certi strumenti funzionano anche in silenzio, finché li capisci.

Quel Jazz Bass non ha risolto il litigio di nessuno. Non ha salvato una band. Non ha nemmeno mai suonato dal vivo con me.

Ma è rimasto. Come restano le cose giuste, comprate nel momento sbagliato da persone sbagliate — e finite, per una volta, nel posto giusto. E no: i Nirvana col Jazz Bass continuo a non perdonarli.

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